Sant’Anna di Stazzema e quel giorno lungo una vita
Lunedì 12 agosto 2024 è stato rievocato l’80mo anniversario della strage nazifascista a Sant’Anna di Stazzema e nelle altre località dell’Alta Versilia tocana, teatro di brutali eccidi da parte di militari nazisti sostenuti da fascisti locali contro civili e partigiani. Quel 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema furono uccise 540 persone, 130 fra loro erano bambini e neonati.Una serie di manifestazioni si sono susseguite al fine di mantenere viva la memoria “di uno degli eccidi più spietati della Seconda guerra mondiale: qui, dove l’Europa toccò il fondo dell’abisso, la Repubblica italiana può riconoscere le sue radici grazie all’esempio dei sopravvissuti”, (parole del capo dello Stato Sergio Mattarella). Quest’anno sono state raccolte 200 fotografie con i volti delle vittime; entrano a far parte della dotazione del Museo della Resistenza e del Parco della Pace”.
A me quella strage e le fotografie hanno riportato alla mente la figura di un grande fotoreporter italiano, originario di quelle parti della Toscana dalla vivace attività artistica:
Romano Cagnoni (Pietrasanta 1935 – 2018; ritratto nel suo studio nella foto d’apertura, da Wikipedia).”


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