Romano Cagnoni “War and Humanity” 11° Festival Fotografico Europeo 2023, Legnano 18 Marzo-25 Aprile

ROMANO CAGNONI
War and Humanity
di Benedetta Donato
FONDAZIONE ROMANO CAGNONI

Non perdere di vista il lato umano anche nelle situazioni più drammatiche. Osservando oggi il lavoro di Romano Cagnoni, sembra essere questa la sintesi del suo percorso, caratterizzato dalle tante campagne fotografiche realizzate nei fronti più caldi del mondo. E forse si comprende meglio anche la sua attitudine a non considerarsi fotografo di guerra, bensì un fotografo che sapeva come documentare una guerra, un fotografo e basta. Dai reportage che hanno fatto scoprire al mondo la tragedia del Biafra e che gli sono valsi le copertine dei magazine internazionali più importanti e il prestigioso Overseas Press Award, al Vietnam del Nord, dove accede come primo fotografo occidentale non comunista, riuscendo a ritrarre un sorridente Ho Chi Minh, fino al Sud America di Fidel Castro e Salvador Allende, per arrivare a territori profondamente compromessi, come quelli dei paesi del Medio Oriente e della ex-Jugoslavia.
Avvenimenti destinati a cambiare irreversibilmente gli equilibri della geopolitica mondiale, che Cagnoni riporta in immagini non finalizzate esclusivamente alla cronaca fotogiornalistica ordinaria, ma andando oltre. Sostando nei luoghi, scegliendo di raccontare le complesse realtà, attraverso i volti e le storie delle persone. Per questo, ancora oggi, le sue fotografie sono in grado di destare stupore in chi le osserva.
Un’esposizione che pone nuova luce sul percorso di questo straordinario autore, sui sodalizi con figure, come Simon Guttmann e Graham Greene, con immagini caratterizzate dal grande impatto visivo ed emotivo, dove ad emergere è il senso di verità profonde, grazie ad una sensibilità rara e tangibile rispetto a temi universali dell’umanità. Perché, come ha affermato lo stesso autore: «La migliore fotografia per me è un documento umano di impatto visivo. Documento nel senso che si relaziona all’esistenza. Umano perchè
racconta lo stato d’animo del prossimo. E tutto questo deve avere un impatto visivo che lo renda memorabile».1

1 Romano Cagnoni, in Maledetti Fotografi, intervista pubblicata nel 2015

 

 

 

 

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